Ripple appoggia la Fed: sì ai nuovi conti “skinny” per le società crypto
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Ripple si schiera a favore della proposta della Fed riguardo ai master account “skinny”. La banca centrale americana ha infatti teso la mano al settore crypto nella conferenza del 21 ottobre, introducendo dei conti semplificati per gli emittenti delle stablecoin e società fintech.
I master account “skinny” possono rassicurare le banche
I master account “skinny” sono una versione ridotta dei master account, riservati alle banche. A differenza dei conti completi, che garantiscono pieno accesso ai servizi della Fed (come scoperti giornalieri, prestiti d’emergenza e interessi sui saldi), i nuovi conti offrono un collegamento diretto all’infrastruttura della banca centrale, ma con funzionalità ridotte.
Durante un’intervista con Reuters, Stuart Alderoty, Chief Legal Officer di Ripple, ha affermato che i master account “skinny” proposti dalla Federal Reserve potrebbero rassicurare le banche, da tempo preoccupate per l’impatto delle aziende crypto e fintech sul sistema finanziario.
Operando con regole meno rigide rispetto agli istituti bancari, le aziende crypto hanno alimentato timori legati alla stabilità del sistema e alla concorrenza.
Ripple aveva già richiesto il conto
A luglio Ripple aveva già fatto richiesta per ottenere un conto master presso la Federal Reserve, con l’obiettivo di collegarsi direttamente all’infrastruttura di pagamento della banca centrale statunitense, evitando il ricorso a intermediari bancari.
L’introduzione dei conti master semplificati rappresenta una svolta netta nella politica della Fed, dato che è sempre stata molto cauta nei confronti del comparto crypto. Per anni, molte aziende crypto (come Custodia Bank e Kraken) hanno lottato per ottenere un conto bancario, spesso senza successo.
La proposta attuale permette di accedere all’infrastruttura della banca, ma esclude alcuni benefici chiave: non prevede il pagamento di interessi, né consente l’accesso a scoperti o prestiti d’emergenza.
Anche se sono presenti queste limitazioni, un conto “skinny” potrebbe comunque rappresentare un vantaggio operativo per Ripple, facilitando la conversione delle riserve in RLUSD, la stablecoin “peggata”al dollaro, e riducendo i costi legati all’intermediazione bancaria.
Rimangono molti dubbi tra gli operatori del settore…
Secondo Stuart Alderoty, avere accesso a un conto master presso la Federal Reserve permetterebbe di gestire in modo più semplice e trasparente gli asset denominati in dollari statunitensi e i titoli del Tesoro.
Il governatore della Fed, Christopher Waller, ha chiarito che il conto “skinny” è ancora in fase sperimentale e soggetto a modifiche. Ha precisato che l’uso previsto di questi conti sarebbe limitato in modo da non interferire con le funzioni del settore bancario tradizionale.
Ripple spinge sui master account “skinny”, mentre Caitlin Long rimane perplessa.
La CEO di Custodia Bank, una banca crypto con sede nel Wyoming, rimane dubbiosa sulla proposta della Fed. Secondo Long, il programma sui conti “skinny” sarà riservato solo alle “entità legalmente idonee”, e per questo ha sottolineato quanto siano cruciali i dettagli normativi per capire chi potrà davvero accedervi.
Intanto XRP è tornato a tingersi di rosso
Intanto XRP è tornato a scambiare in rosso, al livello dei 2,18 dollari, con un forte calo del 5% nelle ultime 24 ore. In una settimana ha perso il 12%.
L’asset sta soffrendo, ma il suo ecosistema è in espansione. La sua attività on-chain infatti è a livelli record. Secondo i dati on-chain di Santiment, negli ultimi due giorni sono stati creati 21.595 nuovi wallet, il numero più alto registrato negli ultimi otto mesi.
L’impennata indica una nuova ondata di adozione e rinnovato interesse verso il suo ecosistema. Un trend di questo tipo, se mantenuto nel tempo, potrebbe riflettersi positivamente sulla domanda e sul valore dell’asset.
Inoltre, il 13 novembre è atteso il debutto sul mercato del primo Exchange-traded fund (ETF) spot basato sull’asset, firmato Canary Capital.
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