Gli italiani detengono oltre 1 miliardo di euro in criptovalute

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Ultimo aggiornamento: 

Secondo un indagine dell’Organismo Agenti e Mediatori gli italiani che detengono crypto wallet su piattaforme exchange sono oltre 1,1 milioni per un controvalore complessivo di oltre € 1 miliardo.

Non a caso l’Italia è al 2° posto in Europa per numero di operatori di servizi in valute digitali e wallet (VASP), che inviano regolarmente all’OAM tutti i dettagli sulle operazioni effettuate dai loro clienti che hanno deciso di investire in criptovalute.

Infatti, in Italia sono attivi 114 VASP regolarmente registrati. Al primo posto in Europa c’è la Polonia, con 768 operatori, e al terzo la Francia, con 78 aziende.

I dettagli sul primo trimestre 2023

Complessivamente, sono stati inviati dati relativi all’uso delle criptovalute da 1.174.914 utenti. Di questi, il 59% (690.665 clienti) aveva criptovalute nel proprio wallet per un valore complessivo di 1.067.614.570 euro, con una media di 1.545,78 euro per portafoglio.

Nello stesso periodo, sono state effettuate 1.758.823 operazioni di conversione da valuta legale a virtuale (media di 11,74 operazioni per utente) e 1.573.691 operazioni di conversione da valuta virtuale a legale (una media di 14,99 operazioni per utente).

Crypto ATM sempre più diffusi

Il rapporto OAM fornisce anche un’analisi dettagliata del mercato delle crypto nel Belpaese.

In Italia, sono presenti 127 punti fisici e 77 ATM per le operazioni con criptovalute.  Dei 109 VASP registrati nella Sezione speciale del Registro OAM, offrono servizi ai clienti attraverso 127 punti fisici e 77 ATM. I punti fisici sono principalmente in Lombardia (18%), Lazio (17%) e Toscana (13%).

Tra i 74 operatori che hanno fornito dati sulla clientela, 53 società sono considerate “piccole” (con meno di 500 clienti), 15 rientrano nella categoria “exchange medio” (con informazioni relative a un numero di clienti tra 500 e 50.000), mentre solo 6, classificati come grandi, hanno fornito dati relativi a oltre 50.000 clienti.

Per quanto riguarda la clientela, il 99,88% è composto da persone fisiche, mentre solo lo 0,12% è rappresentato da persone giuridiche, prevalentemente concentrate nel Nord e nel Centro Italia (rispettivamente 46% e 30%).

Per quanto riguarda l’adozione crypto in Italia, sebbene la maggior parte dei clienti sia compresa nella fascia d’età tra i 18 e i 29 anni (40%), sono gli investitori tra i 40 e i 60 anni a detenere la quota maggiore degli investimenti totali in valute legali e virtuali, nonché nelle operazioni di conversione tra le due tipologie di valuta, con una percentuale intorno al 50%.

Ci sono anche operatori abusivi?

Nella lotta all’abusivismo, l’OAM ha individuato 19 soggetti che sembrerebbero operare come VASP senza essere registrati nel Registro speciale.

Su un campione di 65 soggetti analizzati, il 25% (16 operatori) aveva un sito internet in lingua italiana e il 5% (3 operatori) aveva un profilo social in italiano.

Le informazioni principali su questi soggetti e qualsiasi elemento indicativo di operazioni non autorizzate nel territorio nazionale, in assenza di registrazione, saranno comunicati alla Guardia di Finanza per le opportune indagini.

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