L’S&P 500 sta per registrare la serie di ribassi più lunga da agosto
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L’S&P 500 sta per registrare il quarto giorno di fila in rosso. Anche i futures confermano il sentiment negativo: stamattina hanno perso lo 0,4%, segnando la serie di ribassi più lunga da fine agosto.
Lo stesso calo ha colpito i futures sul Nasdaq 100, in linea con le vendite che hanno dominato i mercati asiatici ed europei.
Il nervosismo dell’azionario si è riversato nel mercato crypto. Stamattina Bitcoin è crollato per un attimo sotto i 90.000 dollari per la prima volta da aprile.
Cosa sta trascinando al ribasso i titoli statunitensi?
Le azioni statunitensi hanno passato l’intero mese di novembre sotto pressione. La corsa all’intelligenza artificiale ha gonfiato le valutazioni oltre i livelli considerati sostenibili e gli investitori iniziano a temere che il mercato sia andato troppo oltre. Ora l’S&P 500 tratta a circa 22 volte gli utili futuri, molto sopra la media decennale di 19.
A pesare sul sentiment sono stati anche le preoccupazioni per le ricadute economiche del più lungo shutdown del governo americano mai registrato.
“L’interesse per l’intelligenza artificiale è sotto pressione per paura di circolarità e di una bolla speculativa”, ha spiegato ieri Ipek Ozkardeskaya di Swissquote a Bloomberg.
“Gli elementi più ottimistici, l’entusiasmo per l’AI, i massicci stimoli governativi, aspettative accomodanti sulla banca centrale, stanno cominciando a svanire.”
Anche se il mercato è debole, i compratori non sono spariti. Venerdì l’S&P 500 era sceso dell’1,4%, poi sono arrivati gli acquisti che hanno riportato l’indice quasi alla pari.
Il mercato delle opzioni segnala, però, un aumento delle coperture contro nuovi ribassi, soprattutto sul comparto tecnologico. Molti investitori temono che il rally possa esaurirsi a breve.
Ora l’S&P 500 si trova sotto del 3% dal suo massimo di ottobre e lunedì ha chiuso sotto la media mobile a 50 giorni per la prima volta da aprile, un livello che molti trader considerano un segnale chiave del momentum di breve periodo.
Il prossimo catalizzatore potrebbe arrivare domani, quando Nvidia pubblicherà i risultati trimestrali, un passaggio decisivo per capire se il trading legato all’intelligenza artificiale ha ancora spinta.
Nel mercato è tornata l’incertezza. Un fattore chiave è la tensione sulla politica monetaria: i trader stanno riducendo le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre.
“Il nervosismo resterà finché il report sull’occupazione di settembre non offrirà più chiarezza”, ha spiegato Homin Lee, senior macro strategist di Lombard Odier.
“In questa fase potrebbero aiutare dati più deboli dal mercato del lavoro americano o utili molto forti da parte di Nvidia”, ha aggiunto.
Bitcoin crolla sotto i 90.000 dollari e gli ETF soffrono
Stamattina Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 90.000 dollari, per poi tornare a scambiare intorno ai 91.000 dollari.
Il tonfo ha spinto gli investitori degli ETF spot in perdita, dato che BTC è sceso sotto il loro prezzo medio di ingresso.
La flessione ha innescato un’ondata di deflussi dagli ETF. Solo il 17 novembre sono usciti 254 milioni di dollari dai fondi Bitcoin statunitensi, con i rimborsi più consistenti concentrati su IBIT e GBTC di BlackRock.
La dominance di Bitcoin è scesa sotto il 60% e tutto il segmento delle altcoin si è tinto di rosso.
Ethereum ha perso la tenuta dei 3.000 dollari e il resto delle altcoin, tra cui XRP, BNB e Solana, hanno registrato perdite fino al 5,6%.
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