Hash rate ai massimi: Bitcoin sta per segnare un nuovo record?
Crediamo nella completa trasparenza con i nostri lettori. Alcuni dei nostri contenuti includono link di affiliazione e potremmo guadagnare una commissione attraverso queste partnership. Tuttavia, questa potenziale compensazione non influenza mai le nostre analisi, opinioni o pareri. I nostri contenuti editoriali vengono creati indipendentemente dalle nostre partnership di marketing e le nostre valutazioni si basano esclusivamente sui nostri criteri di valutazione stabiliti. Per saperne di più clicca qui.

L’hashrate di Bitcoin ha raggiunto un nuovo record storico, superando per la prima volta 1 zettahash al secondo (1 ZH/s) sulla media mobile a 7 giorni, secondo i dati di Glassnode. Un traguardo senza precedenti, che rafforza la sicurezza e la resilienza della blockchain.
Ma dietro lo slancio della potenza di calcolo si nasconde una pressione crescente sui miner, che devono affrontare ricavi in calo e costi operativi sempre più elevati, in un contesto reso più duro dall’ultimo halving.
Intanto i rialzisti leggono il dato come un possibile segnale di forza, ipotizzando che lo slancio dell’hashrate possa anticipare un nuovo massimo storico per Bitcoin.
Nuovo record per l’hashrate
L’hashrate rappresenta la potenza computazionale impiegata dai miner per proteggere la blockchain di Bitcoin. Più precisamente, indica quanti calcoli al secondo i miner stanno eseguendo per trovare un nuovo blocco e convalidarlo.
Il valore registrato su media mobile a 7 giorni è rilevante, dato che attenua le oscillazioni dovute alla variabilità del tempo di blocco.
Secondo i dati della piattaforma Glassnode, il network ha finalmente consolidato il traguardo di 1 zettahash al secondo (ZH/s), dopo averlo sfiorato più volte dall’inizio dell’anno. È la prima volta che viene mantenuto anche su base settimanale.

Giusto per fare un paragone: 1 ZH/s equivale a 1.000 exahash al secondo (EH/s). Bitcoin aveva toccato per la prima volta 1 EH/s nel 2016. A inizio 2025 era a quota 800 EH/s, oggi ha superato i 1.000.
L’aumento dell’hashrate comporta un aggiustamento automatico della difficoltà, previsto ogni circa due settimane. Il prossimo aggiornamento, atteso nei prossimi giorni, potrebbe segnare un incremento del 7%, il secondo più alto dell’anno, portando il livello a 138,96 trilioni (T).
L’obiettivo è mantenere costante il ritmo di produzione dei blocchi (uno ogni 10 minuti) indipendentemente dalla quantità di potenza di calcolo presente sulla chain.
Intanto i miner sono sotto pressione
Ad agosto la redditività del mining è calata rispetto a luglio, complice l’hashrate ai massimi storici e l’asset tornato su livelli più bassi.
Oggi effettuare il mining di Bitcoin è più difficile e costoso. L’halving avvenuto lo scorso anno ha ridotto le ricompense per blocco da 6,25 a 3,125 BTC, diminuendo ulteriormente i margini di guadagno.
I miner quindi sono fortemente sotto pressione. Alcuni sono stati costretti a liquidare i loro asset, altri hanno dirottato parte della loro potenza di calcolo verso settori in crescita per coprire i costi, come l’intelligenza artificiale.
Bitcoin segnerà un nuovo massimo?
Per quanto riguarda il lungo termine, l’aumento dell’hashrate consoliderebbe la sicurezza della blockchain e accrescerebbe la fiducia in Bitcoin.
Inoltre, l’halving è già passato e l’offerta ridotta potrebbe favorire un nuovo massimo storico.
Intanto, l’asset ha chiuso sopra la trend line ribassista per la prima volta dal 13 agosto. I rialzisti sperano sia il segnale che la fase di correzione del mercato sia ormai finita.

Una divergenza rialzista sul Relative Strength Index (RSI) ha coinciso con un rimbalzo dai minimi di diverse settimane a 107.270 dollari. Ora il ritracciamento completo dai massimi di agosto è messo alla prova sul grafico giornaliero.
Se si verificasse un breakout, l’asset potrebbe spingersi verso un nuovo massimo storico. In assenza, resta il rischio di una fase di consolidamento più lunga.
Best Wallet, il wallet self-custodial per gestire BTC
Molti utenti stanno monitorando l’andamento di Bitcoin nel wallet self- custodial di Best Wallet. Permette di gestire numerosi token in un’unica app, senza doverne installarne altre.
Best Wallet ha lanciato anche il suo token nativo, $BEST, attualmente in fase di prevendita. Gli holder possono ottenere numerosi vantaggi come sconti sulle fees di transazione e premi di staking maggiori.
Inoltre possono accedere alla funzionalità “Upcoming Tokens”, in cui è presente una selezione delle migliori altcoin in prevendita.
Al momento $BEST è disponibile a 0,025585 dollari sul sito ufficiale di Best Wallet, ma aumenterà durante il prossimo round.
- La tabella degli Anni per fare Soldi: funziona o è una leggenda metropolitana
- Elon Musk: “Il denaro scomparirà e l’energia diventerà una valuta universale”
- La banca svizzera AMINA è la prima in Europa a lanciare i pagamenti in Ripple
- Come diventare crypto-milionari nel 2026? ChatGPT svela il segreto
- 5 motivi per cui Bitcoin è in calo e cosa aspettarsi nei primi mesi del 2026
- La tabella degli Anni per fare Soldi: funziona o è una leggenda metropolitana
- Elon Musk: “Il denaro scomparirà e l’energia diventerà una valuta universale”
- La banca svizzera AMINA è la prima in Europa a lanciare i pagamenti in Ripple
- Come diventare crypto-milionari nel 2026? ChatGPT svela il segreto
- 5 motivi per cui Bitcoin è in calo e cosa aspettarsi nei primi mesi del 2026