Bitcoin o Ethereum: ChatGPT svela quale crypto sarà il miglior investimento per il 2025
Crediamo nella completa trasparenza con i nostri lettori. Alcuni dei nostri contenuti includono link di affiliazione e potremmo guadagnare una commissione attraverso queste partnership. Tuttavia, questa potenziale compensazione non influenza mai le nostre analisi, opinioni o pareri. I nostri contenuti editoriali vengono creati indipendentemente dalle nostre partnership di marketing e le nostre valutazioni si basano esclusivamente sui nostri criteri di valutazione stabiliti. Per saperne di più clicca qui.

Il 2025 è stato l’anno del riconoscimento istituzionale per Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH) che hanno registrato una forte domanda dai grossi investitori professionisti e generato grossi guadagni nel corso dell’anno.
Per quanto entrambe abbiano messo a segno rendimenti notevoli da gennaio, restano due opzioni d’investimento piuttosto diverse.
Bitcoin ha messo a segno un nuovo record di prezzo a luglio e rimane valida la narrativa che lo vede come “oro digitale”. Invece Ethereum resta la scelta più popolare per gli smart contract e il suo valore è riconosciuto all’unanimità.
Non è facile stabilire quale dei due asset possa rivelarsi la scelta migliore quest’anno. Abbiamo chiesto a ChatGPT-4.5 di OpenAI spunti di riflessione al riguardo.
Analisi di Bitcoin
BTC passa di mano a circa 114.190 dollari, con una capitalizzazione di mercato di 2.270 miliardi.
ChatGPT evidenzia il ruolo di Bitcoin come principale asset crypto e riserva di valore digitale.
La domanda istituzionale resta infatti una delle forze trainanti, soprattutto grazie agli ETF spot su Bitcoin che continuano ad attirare forti flussi di capitale.
Dal punto di vista normativo, la crypto gode anche di una posizione privilegiata dato che per lo più viene equiparata a una materia prima, o commodity.
Per quanto riguarda i possibili obiettivi di prezzo, il modello di intelligenza artificiale ha previsto che BTC potrebbe tornare sopra i 120.000 dollari entro la fine dell’anno, a patto che la reputazione e la domanda restino solide.
Al contrario, forti deflussi dagli ETF, correzioni di mercato e ostacoli normativi potrebbero far scendere il prezzo nella fascia tra 55.000 e 65.000 dollari.
In base a queste valutazioni, il chatbot ha concluso che Bitcoin è la scelta più sensata per chi cerca minore volatilità, supporto istituzionale e un potenziale di copertura a lungo termine.
Analisi di Ethereum
Ethereum, invece, si scambia intorno ai 3.652 dollari con una capitalizzazione di circa 429,4 miliardi.
Analizzando la seconda crypto per capitalizzazione, ChatGPT ha evidenziato che Ethereum resta la colonna portante dell’ecosistema delle applicazioni decentralizzate (dApp).
Continua a rafforzarsi la sua posizione dominante in settori come la finanza decentralizzata (DeFi), i token non fungibili (NFT) e la tokenizzazione. Hanno giocato un ruolo chiave gli aggiornamenti come EIP-4844 (Proto-Danksharding) e alla maturazione dell’ecosistema Layer 2, che hanno migliorato nettamente la scalabilità della rete.
Ethereum, però, deve ancora affrontare incertezze normative, e non è chiaro se possa essere equiparato a una security.
Guardando ai possibili obiettivi di prezzo, l’intelligenza artificiale prevede che la crypto potrebbe arrivare anche a 9.000 dollari se il quadro normativo dovesse diventare più favorevole, soprattutto per quanto riguarda gli ETF su ETH.
Un rallentamento dello staking, le incertezze dell’assetto legale e un indebolimento generale del mercato delle altcoin potrebbero invece spingere il prezzo fino a 3.000 dollari.
Nel complesso, il chatbot conclude che Ethereum potrebbe avere un potenziale di crescita maggiore rispetto a Bitcoin se il sentiment sul mercato delle altcoin continuerà a migliorare nei prossimi mesi.
Confrontando le due crypto, ChatGPT conclude che se la strategia di investimento punta a una minore volatilità, alla conservazione del capitale nel lungo periodo e a un maggiore supporto istituzionale, Bitcoin potrebbe essere l’opzione più adatta nella seconda metà del 2025.
Chi vuole puntare su DeFi, staking e innovazione della rete, trova in Ethereum una scelta solida.
Alternative in prevendita per cavalcare l’entusiasmo e l’hype
La volatilità resta la maggiore fonte di guadagno, specie per i trader che hanno una buona tolleranza al rischio. Volatilità che è tanto più alta, quanto più basso è il valore di mercato e il numero di possessori di un token.
Tra quelli in prevendita che offrono maggiori chance di crescita, al momento, si distingue Token 6900 (T6900) un progetto senza nessuna utilità di base ma con un forte impegno per generare viralità e coinvolgimento della community.
La meme coin che si ispira alla cultura internet dei primi anni 2000 sta conducendo una prevendita di successo che ha già attirato capitali per oltre 1,5 milioni di dollari. Partecipare è facile, basta visitare il sito ufficiale e collegare il proprio wallet, oppure si può pagare con carta e mettere subito i token in staking con un rendimento variabile che al momento si aggira intorno al 38%.
- Cos’è USOR crypto, il progetto crypto su Solana che tokenizza le riserve petrolifere statunitensi
- XRP a 10$ nel 2027: perché questo scenario è possibile
- Il World Economic Forum e XRP: il ruolo nelle Banche Globali
- Bitcoin vanifica tutti i guadagni del 2026: quando si riprenderà davvero BTC?
- Consob: il rebus del dopo-Savona tra veti politici e la sfida dell’economia digitale
- Cos’è USOR crypto, il progetto crypto su Solana che tokenizza le riserve petrolifere statunitensi
- XRP a 10$ nel 2027: perché questo scenario è possibile
- Il World Economic Forum e XRP: il ruolo nelle Banche Globali
- Bitcoin vanifica tutti i guadagni del 2026: quando si riprenderà davvero BTC?
- Consob: il rebus del dopo-Savona tra veti politici e la sfida dell’economia digitale