Lancio di YZY di Kanye West: 24 ore di pump, dump e puro caos
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Kanye West, il rapper e cantante americano continua a far parlare di sé più che della sua musica, stavolta lo ha fatto con un ingresso nel mondo crypto all’insegna del caos.
Ye, come si fa anche chiamare, ha lanciato il suo token YZY dopo una lunga serie di voci e smentite che hanno alimentato l’hype, e qualche grave scorrettezza.
Si parlava di questo possibile lancio già da qualche mese, ma poi l’assenza di eventi chiave aveva smorzato l’interesse dei fan.
Le cose sono cambiate quando lo scorso 21 agosto il rapper ha ufficialmente annunciato sul suo account X di essere pronto al lancio in grande stile.
L’hype iniziale ha fatto subito decollare il prezzo del token. Peccato che il prezzo sia presto colato a picco, come già successo con altri progetti crypto legati a personaggi famosi.
Dalle voci di corridoio al lancio vero e proprio del token YZY
Poco prima del lancio hanno iniziato a girare ad arte le voci di un possibile lancio dei token di Kanye West (Ye).
Si parlava del lancio di una meme coin chiamata YZY e subito la faccenda ha iniziato a puzzare. La tokenomic sembrava fatta a posta per mettere in piedi un rug pull. Infatti, il 70% del circolante appartiene a Ye, il 20% degli investitori e il 10% riservato alla liquidità.
Come se non bastasse, prima ancora che Kanye lanciasse il token ufficiale, hanno iniziato a circolare versioni fasulle di YZY su Pump.Fun, molte delle quali si sono rivelate vere e proprie truffe.
La data ufficiale del lancio è stata il 21 agosto, pensare che solo pochi giorni prima lo stesso Ye aveva dichiarato che “le coin sfruttano i fan con l’hype”. Ma tant’è!
Dal suo profilo X è arrivato l’annuncio del lancio ufficiale di ‘YZY Money’, definita come la nuova società basata su blockchain. Pare che questa crypto sia pensata per sostenere YePay e le carte YZY, con l’obiettivo di creare un ecosistema che sfidi la finanza tradizionale, riduca le commissioni e così via.
Nonostante le buone intenzioni, nelle prime 24 ore si è scatenato il caos a causa di movimenti sospetti e dell’attività degli insider.
Il caos ha dominato le prime 24 ore dal lancio del token YZY
Secondo le ricostruzioni, sono bastati 40 minuti perché YZY Money raggiungesse una capitalizzazione di mercato di 3 miliardi di dollari, un traguardo impressionante.
La bolla è scoppiata subito dopo, quando gli investitori hanno iniziato a incassare i profitti, ma soprattutto gli insider muovevano grosse quantità di token.
Nel giro di poche ore il prezzo è crollato di due terzi, lasciando centinaia di investitori con un pugno di mosche in mano.

Anche esperti come Arthur Hayes hanno commentato il lancio, dicendo “Per favore, non fare un rug pull, Ye.” Altri si sono aggiunti al coro di allarme, ricordando altri casi di rug pull legati alle crypto dei personaggi famosi, come TRUMP di Donald Trump.
Come se non bastasse, hanno iniziato a circolare analisi che provavano un coinvolgimento diretto di insider già coinvolti coi casi LIBRA e TRUMP.
Bubblemaps ha individuato il primo trader di YZY, Naseem, lo stesso che ha guadagnato 100 milioni di dollari grazie a TRUMP sollevando dubbi sulla sua capacità di intercettare così velocemente i progetti più redditizi.
Altri hanno interagito con il contratto del token molto prima che avvenisse la distribuzione pubblica.
In questo frangente i cosiddetti sniper si sono arricchiti: un singolo wallet a un certo punto controllava l’87% dell’offerta, mentre tutti insieme ne possedevano il 94%. Al contrario, i piccoli investitori hanno subito forti perdite.
Lookonchain ha segnalato che mentre alcuni cercavano di comprare già il giorno prima del lancio ufficiale, un wallet ha perso 1,8 milioni di dollari e un altro mezzo milione in appena due ore, e la lista continua.
I timori sono cresciuti quando è apparso chiaro che Ye e il suo team stavano festeggiando apertamente i guadagni da insider.
Sono bastate 24 ore perché il token di Kanye passasse dal massimo storico di 3,16 dollari al minimo di 0,7713 dollari.
Adesso il token si scambia a 0,7722 dollari, con una capitalizzazione di mercato di 231,66 milioni. Il volume del trading è calato dell’85% fino a 147,78 milioni di dollari, segno che l’interesse degli investitori è crollato dopo le attività sospette degli insider e il crollo del prezzo.
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