I boss del settore crypto reagiscono ai presunti legami con Epstein
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Il 2 febbraio 2026, il governo degli Stati Uniti ha pubblicato milioni di nuovi documenti provenienti dalle indagini su Jeffrey Epstein. La pubblicazione getta ancora una volta luce sulle reti del defunto finanziere e condannato per reati sessuali.
Questa volta, compaiono anche diversi nomi di spicco del mondo crypto. Dai primi investitori in blockchain a noti miliardari. Il filo conduttore è chiaro: essere nominati non implica un senso di colpa. Eppure, molti leader del settore crypto si sentono in dovere di spiegare pubblicamente le proprie ragioni.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) afferma che la divulgazione fa parte di un più ampio obbligo di trasparenza. I documenti includono e-mail, rendiconti finanziari e calendari. Il loro contenuto spazia da brevi accenni a specifici contatti commerciali.
Allo stesso tempo, la pressione sociale sta crescendo. Sui social media e negli ambienti politici si sentono richieste di azioni penali.
Cosa rappresentano a livello legale gli Epstein Files?
Il Dipartimento di Giustizia sottolinea esplicitamente che l’inclusione nei documenti non costituisce prova di condotta criminale. Molti nomi compaiono solo nella corrispondenza con terze parti. Ciononostante, si verifica un danno reputazionale, soprattutto per le personalità pubbliche nei settori della tecnologia e delle criptovalute. Operano in un settore in cui la fiducia e l’immagine sono essenziali per investitori e utenti.
Diverse parti coinvolte stanno quindi optando per una strategia di comunicazione proattiva. Pubblicano dichiarazioni, rispondono sui social media o comunicano tramite portavoce che i loro contatti con Epstein sono stati limitati e di natura professionale.
Peter Thiel e i primi investimenti in criptovalute
Uno dei nomi più noti è Peter Thiel, co-fondatore di PayPal e influente investitore in tecnologia e criptovalute. I documenti rivelano anni di corrispondenza via email tra Thiel ed Epstein. Queste conversazioni riguardavano la politica globale, i media e la battaglia legale di Thiel con Gawker.
Sembra inoltre che Epstein abbia investito circa 40 milioni di dollari in Valar Ventures, un fondo co-fondato da Thiel. Epstein ha anche invitato Thiel a visitare la sua isola privata nei Caraibi. I rappresentanti di Thiel hanno dichiarato ai media statunitensi che non ha mai accettato l’invito e non ha mai visitato l’isola.
Blockstream, Adam Back e MIT Media Lab
Anche il settore blockchain iniziale ne è stato colpito. Nel 2014, Epstein ha partecipato a un round di finanziamento iniziale per Blockstream, con una sottoscrizione superiore alle richieste, investendo 50.000 dollari tramite un fondo gestito dal direttore del MIT Media Lab, Joi Ito. Durante questo periodo, Epstein ha interagito con i fondatori di Blockstream, Adam Back e Austin Hill.
Back sostiene che il rapporto sia iniziato e terminato con l’investimento. Sostiene che il fondo in questione abbia venduto le sue azioni Blockstream pochi mesi dopo a causa di potenziali conflitti di interesse. Sottolinea che Blockstream non ha legami finanziari diretti o indiretti con Epstein o con il suo patrimonio.
Elon Musk e le richieste di azione penale
La pubblicazione dei documenti ha ripercussioni anche su Elon Musk, che da tempo chiede la piena divulgazione dei documenti di Epstein. Le email mostrano che Epstein ha tentato di coinvolgere Musk in incontri sociali e ha persino discusso di potenziali progetti di energia solare per la sua isola.
Musk dichiara pubblicamente di non essere mai stato sull’isola di Epstein e di non aver mai partecipato alle sue feste o ai suoi voli sul famigerato jet privato. Su X, sostiene che le persone effettivamente coinvolte in reati dovrebbero essere perseguite. Le sue dichiarazioni aumentano la pressione pubblica sul sistema giudiziario.
Gli altri nomi
Anche Brock Pierce compare nei file pubblicati. La corrispondenza indica conversazioni sugli investimenti in criptovalute, tra cui Coinbase e Blockstream. In un gruppo WhatsApp del 2018, Epstein ha addirittura ipotizzato che Pierce gli abbia insegnato “tutto sulle criptovalute”. Pierce non ha ancora risposto alle richieste dei media.
Inoltre, Michael Saylor compare indirettamente nelle email scambiate tra Epstein e un addetto stampa di New York. Non ci sono prove di contatti diretti. Le descrizioni si limitano a osservazioni sociali di terze parti. Saylor non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche.
Critiche alle vittime e procedimenti penali limitati
Gli avvocati delle vittime si oppongono fermamente alle modalità di divulgazione dei documenti. Sostengono che i nomi dei potenziali autori siano stati spesso censurati, mentre le identità delle vittime non siano state adeguatamente protette. Allo stesso tempo, il Dipartimento di Giustizia afferma che la probabilità di nuovi procedimenti penali è scarsa, sostenendo che la maggior parte delle informazioni non è supportata da un adeguato supporto legale.
Per il settore delle criptovalute, la gestione della reputazione è fondamentale. Il settore sta crescendo verso la maturità e l’adozione istituzionale. Qualsiasi associazione con scandali passati aumenta la pressione su trasparenza e governance. Le prossime settimane riveleranno se nuove rivelazioni porteranno a ulteriori spiegazioni o implicazioni politiche.
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