Dogecoin perde terreno, Tron difende i supporti nel 2026
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Dogecoin prosegue una fase di debolezza mentre Tron mostra una tenuta relativa, secondo quanto emerge dalle ultime dinamiche di prezzo osservate sul mercato crypto. DOGE quota 0,1069 USDT, in calo del -9,50% da inizio anno ma in rialzo del +2,27% su base settimanale, mentre TRX si mantiene a 0,2830 USDT con una performance YTD del +0,55%. Il quadro si inserisce in un contesto europeo di elevata incertezza macro, con volumi altcoin in contrazione e investitori italiani sempre più attenti alla gestione del rischio in vista dell’applicazione completa del regolamento MiCA.
Cosa sta succedendo a Dogecoin e Tron?
Dogecoin, meme coin con una capitalizzazione storica intorno ai 20 miliardi di dollari, resta fortemente sensibile al sentiment retail e ai flussi speculativi. Dopo il minimo a 0,0946 USDT registrato a fine gennaio, il rimbalzo tecnico resta fragile: la prima resistenza chiave passa a 0,1150 USDT, seguita da 0,1230 USDT. Il MACD giornaliero rimane in territorio negativo, segnalando che la pressione ribassista non è ancora rientrata.
Tron, layer-1 focalizzato su throughput elevato e applicazioni DeFi, mostra una struttura tecnica più ordinata. Dopo il massimo annuale a 0,3210 USDT, il prezzo ha rotto il supporto a 0,2950 USDT ed è sceso verso l’area critica di 0,2815 USDT, ora difesa dai compratori. Questo comportamento riflette una rotazione verso blockchain con utilità concreta, tema già osservato in altre altcoin in controtendenza.
Indicatori tecnici e dati on-chain spiegano la divergenza
Dal punto di vista tecnico, l’RSI di DOGE oscilla intorno a 42 su base daily, livello che indica debolezza senza condizioni di ipervenduto estremo. I volumi di scambio a 24 ore restano elevati, circa 1,5 miliardi di dollari, ma l’attività on-chain mostra un dato rilevante: i wallet con oltre 1 milione di DOGE hanno registrato un deflusso netto del +5% negli ultimi 7 giorni, segnale di distribuzione da parte delle whale.
Tron presenta invece volumi giornalieri più contenuti, intorno ai 500 milioni di dollari, ma una supply sugli exchange relativamente stabile. Questo riduce la pressione di vendita immediata e sostiene la tenuta del supporto. Inoltre, il TVL delle applicazioni DeFi su Tron continua a beneficiare di rendimenti medi intorno all’8%, fattore che attrae capitale in una fase di mercato laterale.
Quali implicazioni per gli investitori crypto italiani?
Per gli investitori retail italiani, la divergenza tra DOGE e TRX evidenzia una distinzione sempre più netta tra asset guidati dal sentiment e progetti con fondamentali operativi. In un mercato segnato dal crollo del mercato crypto, la gestione delle esposizioni diventa centrale, soprattutto alla luce delle future regole MiCA su trasparenza e requisiti di listing negli exchange UE.
CONSOB e Banca d’Italia continuano a richiamare l’attenzione sui rischi di volatilità, particolarmente elevati per le meme coin come Dogecoin. Tron, pur non esente da rischi, offre una narrativa più allineata a un utilizzo infrastrutturale della blockchain, elemento che potrebbe favorire una maggiore resilienza nel medio periodo.
In sintesi, Dogecoin resta intrappolato sotto resistenze tecniche chiave, mentre Tron difende livelli cruciali in un contesto di rotazione settoriale. Finché DOGE non recupererà stabilmente l’area 0,1230 USDT e TRX non perderà il supporto a 0,2815 USDT, il mercato continuerà a premiare approcci selettivi e orientati al rischio per gli investitori crypto italiani.
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