I rimborsi di FTX innescheranno un nuovo crollo?
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Il mercato crypto ha aperto la settimana in rosso a causa delle liquidazioni, ma un altro fattore potrebbe innescare nuove vendite nei prossimi giorni.
L’exchange FTX si sta preparando alla terza ondata di rimborsi: dal 30 settembre invierà 1,6 miliardi di dollari, portando il totale dei recuperi oltre 8 miliardi di dollari. Sono passati circa tre anni dal fallimento dell’exchange, che aveva eliminato oltre 8 miliardi di asset dei clienti.
I pagamenti rappresentano un passo avanti verso la chiusura del caso, ma non tutti i creditori sono soddisfatti. Alcuni ritengono che i rimborsi non siano sufficienti.
Un creditore ha scritto nei forum: “È un passo avanti, ma non ripaga le occasioni perse in questi tre anni.”
Intanto gli analisti avvertono che la liquidità in arrivo potrebbe aumentare la pressione ribassista nel mercato.
Il mercato rischia un altro crollo?
La prossima settimana partiranno i rimborsi di FTX e gli importi saranno diversi in base alla giurisdizione e al tipo di credito:
- I clienti statunitensi recupereranno il 95% dei fondi.
- Gli utenti internazionali della piattaforma “dotcom” arriveranno al 78%.
- Alcune richieste governative riceveranno addirittura fino al 120%, grazie ai termini di liquidazione premium.
I pagamenti verranno gestiti da partner come Kraken, BitGo e Payoneer, di solito entro tre giorni lavorativi. Chi ha presentato la richiesta dopo la scadenza del 15 agosto dovrà aspettare il prossimo round di distribuzioni.
Un afflusso di liquidità di questa portata potrebbe trasformarsi in un’ondata di vendite, soprattutto se il mercato resta sotto pressione.
1,9 miliardi pronti per i rimborsi
Dai documenti del tribunale del Delaware emerge che la riserva per i crediti contestati è stata ridotta da 6,5 a 4,3 miliardi di dollari, liberando 1,9 miliardi di liquidità pronti per la distribuzione immediata.
Secondo DeFi Llama, il patrimonio dell’FTX Recovery Trust ( il fondo creato dopo il fallimento di FTX per gestire tutti gli asset rimasti), è stimato in circa 16,5 miliardi di dollari.
Gli amministratori puntano a saldare tutti i crediti entro la fine del prossimo anno, in quello che potrebbe diventare uno dei recuperi più importanti nel settore.
Si tratta davvero una vittoria per i creditori?
Molti lamentano che i rimborsi basati sui prezzi del 2022 li penalizzino, soprattutto dopo che Bitcoin è salito di oltre il 200%.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le richieste di rimborsi tenendo conto dell’inflazione o pagati direttamente in crypto, ma il trust continua a privilegiare velocità e certezza delle liquidazioni.
Il capitolo finale potrebbe chiudersi solo nel 2026, ma con miliardi già in circolazione le prospettive per i creditori appaiono molto più favorevoli rispetto a quanto si temeva nel 2022.
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